venerdì 14 dicembre 2012

Regime dello stress tettonico attuale della microplacca Adria (Pianura Padana-Veneta)

Paolo Balocchi (1)





Riassunto: La placca Adria geograficamente è collocata lungo la Pianura Padana-Veneta e lungo il mare Adriatico. Tettonicamente rappresenta un promontorio della placca Africana, e la sua interrazione con la placca Europea determina il corrugamento Alpino e Appenninico. Attraverso lo studio dei meccanismi focali dei principali eventi sismici, è stato possibile definire l’assetto dell’ellissoide dello stress tettonico, in termini di direzione di massima compressione e di massima tensione. Lo studio ha evidenziato come il settore del Sudalpino sia soggetto ad una netta compressione, testimoniata dai meccanismi focali di eventi sismici superficiali (profondità inferiore ai 15 Km). Tale assetto è legato alla collisione tra la placca Europea e Adria, che determina un sovrascorrimento dell’Adria e un sottoscorrimento di quella Europea. Lo studio dei meccanismi focali, non ha permesso di attribuire un significato tettonico certo alla Linea Schio-Vicenza, che viene interpretata come trascorrente sinistra dal Messiniano fino al Plio-Pleistocene e attuale. Si può interpretare la struttura come limite trasforme che frazione la microplacca Adria, oppure come limite trascorrente che accomoda la deformazione differente del Sudalpino occidentale e orientale. Lungo il fronte dell’Appennino settentrionale, invece, mostra un regime dello stress tettonico diverso dal Sudalpino, legato alla profondità ipocentrale dei principali eventi sismici. Tale variabilità è legata al piano di subduzione appenninico, dove la placca Adria sottoscorre, verso SW, la placca Europea. Durante l’analisi della distribuzione dello stress tettonico è stata individuata l’area sud-Piemontese che è in netta estensione, e rappresenta un’area paleogeografica collocata tra la Corsica Alpina e il proto-Appennino a partire da Cattiano, e per effetto della rotazione antioraria dell’Appennino settentrionale e del cambiamento dalla subduzione Alpina a quella Appenninica, è andata in distensione.



(1) Geologo del GeoResearch Center Italy – GeoBlog (sito internet: www.georcit.blogspot.com; mail: georcit@gmail.com).

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GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n° 6 (2012), ISSN: 2240-7847.

mercoledì 19 settembre 2012

La zona di deformazione traspressiva nella Formazione di Ranzano affiorante lungo l'alveo del F. Secchia a Castellarano (Appennino settentrionale)

Paolo Balocchi (1), Tommaso Santagata (2)




Riassunto: Lo studio proposto di seguito riguarda l'analisi geologico-strutturale degli affioramenti situati lungo il fiume Secchia presso il comune di Castellarano, affioramenti appartenenti alla Formazione di Ranzano (Successione Epiligure), che in quest'area rappresentano la parte inferiore della facies arenaceo-conglomeratica del Membro della Val Pessola. Dal punto di vista tettonico, gli affioramenti studiati sono collocati all'interno di un'area racchiusa tra la Sinclinale di Viano verso ovest e la monoclinale di Montegibbio ad est, mentre le strutture tettoniche di tipo fragile sono rappresentate da un sistema di faglie inverse in cui il blocco orientale risulta rialzato rispetto al blocco occidentale ribassato (Sinclinale di Viano).Con il rilevamento geologico-strutturale dell'area è stato possibile definire, oltre agli assetti degli affioramenti e delle strutture tettoniche presenti, la presenza di strutture note come deformation bands, piccole faglie millimetriche presenti in litologie arenacee in cui la fratturazione dei grani avviene per taglio. Inoltre sono stati misurati gli assetti di diverse mesofaglie che sono state raggruppate in tre famiglie diverse in base ai dati rilevati. Le strutture sono state analizzate secondo il metodo geometrico del diedro acuto di Anderson, poiché non è stato possibile rilevare la presenza di indicatori cinematici utili per definire il movimento tra i blocchi delle mesofaglie. Dallo studio effettuato risulta che l'intera area lungo il Fiume Secchia in cui affiorano le unità Epiliguri è stata interessata da diversi eventi deformativi, di cui tre di tipo compressivo ed uno di tipo distensivo, che hanno generato strutture tettoniche diverse tra loro.




(1) Geologo del GeoResearch Center Italy – GeoBlog (sito internet: www.georcit.blogspot.com; mail: georcit@gmail.com).
(2) Geometra e collaboratore del GeoResearch Center Italy – GeoBlog.
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GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n° 5 (2012), ISSN: 2240-7847.

lunedì 9 luglio 2012

Sismotettonica della sequenza sismica dell'Emilia del Maggio e Giugno 2012 (Pianura Padana Emiliana)

Paolo Balocchi (1), Tommaso Santagata (2)



Riassunto: Lo studio seguente riguarda l'analisi degli eventi sismici avvenuti nel periodo tra Maggio e Giugno 2012 che hanno colpito maggiormente i territori della Pianura Padana Emiliana. Nel contesto vengono descritte le principali strutture, tra cui la dorsale Ferrarese che viene coinvolta negli eventi che si sono verificati, illustrando inoltre il modello di tettonica attuale. L'analisi degli eventi è stata effettuata mediante la raccolta dati dal Catalogo ISIDe (INGV) ed ha portato alla distinzione di tre differenti sequenze sismiche di cui la prima del 20 Maggio (Finale Emilia, Ml=5,9), la seconda il 29 Maggio (Medolla, Ml=5,8) e la terza del 03 Giugno (Novi di Modena, Ml=5,1). La distribuzione degli ipocentri, ricavata mediante una suddivisione in classi di profondità degli eventi, evidenzia due fasce distinte entrambe in direzione W-E, di cui la fascia più a nord mostra sismi con profondità minori di 10 km, mentre nella fascia più a sud gli eventi hanno prevalentemente profondità ipocentrali maggiori di 10 km. Tramite i meccanismi focali è stato possibile interpretare il tipo di rottura, dovuta a faglie inverse con una direzione di massima compressione orizzontale media N-S, ed un solo evento che presenta rottura per faglia normale con allungamento massimo orizzontale in direzione N-S. I dati raccolti hanno portato alla definizione di un modello sismotettonico, distinguendo due strutture sismogenetiche rappresentate da due thrust che hanno generato le tre sequenze sismiche del 20 e 29 Maggio e del 03 Giugno 2012.




(1) Geologo del GeoResearch Center Italy – GeoBlog (sito internet: www.georcit.blogspot.com; mail: georcit@gmail.com).
(2) Geometra e collaboratore del GeoResearch Center Italy – GeoBlog.
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GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n° 4 (2012), ISSN: 2240-7847.


giovedì 1 marzo 2012

Considerazioni sismotettoniche inerente alle sequenze sismiche di Reggio Emilia e Parma del Gennaio 2012 (Appennino settentrionale)

Paolo Balocchi(1), Tommaso Santagata(2)



Riassunto: Lo studio seguente riguarda l'analisi sismologica e sismotettonica delle sequenze sismiche relative a due mainshock avvenuti a Reggio Emilia e Parma nel Gennaio 2012, con l’obbiettivo di definire un modello sismotettonico e verificare l’eventuale correlazione con il contesto tettonico regionale. L’Appennino settentrionale è una catena a falde facente parte del sistema alpino, formatosi durante il Terziario in seguito alla collisione tra due blocchi continentali rappresentati dalla zolla Europea e dalla microplacca Adria, inizialmente connessa alla zolla Africana. A causa di questa collisione, si è formato un piano di subduzione inclinato di 65°-70° circa che immerge verso SW, al di sotto dell’Appennino. Si ritiene infatti che le due sequenze sismiche siano da correlarsi al movimento relativo della placca sovrascorrente (Europea) e di quella sottoscorrente (Adria) che va in subduzione. Per analizzare le sequenze sismiche è stato fatto riferimento ai dati sismologici disponibili in letteratura, suddividendo gli ipocentri secondo classi di profondità ed analizzando i meccanismi focali in relazione al modello tettonico dell’Appennino. Dall’analisi dei due eventi principali del 25 e 27 Gennaio risulta che essi rappresentano due mainshock di due sequenze sismiche ben distinte aventi meccanismi focali con caratteristiche di rottura diverse. Attraverso lo studio dei dati ipocentrali alla scala regionale, è stato possibile definire il modello sismotettonico dove le due sequenze sismiche di Reggio Emilia e Parma rappresentano una “sequenza sismotettonica” generata dallo scorrimento del medesimo piano di subduzione che scende al di sotto della catena appenninica.


(1) Geologo del GeoResearch Center Italy – GeoBlog (sito internet: www.georcit.blogspot.com; mail: georcit@gmail.com).
(2) Geometra e collaboratore del GeoResearch Center Italy – GeoBlog.
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GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n° 3 (2012), ISSN: 2240-7847.
Partecipa al Carnevale della Fisica, edizine XXXII (giugno 2012) - Fisica della Terra; Ospite nel Blog: "Questione della decisione" di Paolo Pascucci

lunedì 9 gennaio 2012

Analisi della deformazione tettonica inerente alla Sinclinale Canossa-Viano-Castellarano (Appennino settentrionale)

Paolo Balocchi (*)



Riassunto: Lo studio geologico-strutturale inerente alla Successione Epiligure, riguarda l’analisi strutturale delle unità che sono affioranti lungo una fascia a direzione appenninica e localizzata tra Canossa-Viano-Castellarano. Tale fascia viene collocata all’interno di un bacino sedimentario Epiligure con una estensione maggiore e descritto in letteratura come Bacino Vetto-Carpineti-Canossa. Durante la fase tettonica Neoalpina (successiva a quella Liguride) è avvenuta la sedimentazione delle unità  Epiliguri al suo interno, al di sopra delle unità Liguridi  deformate e in discordanza angolare (angular unconformity), e successivamente al suo smembramento in differenti sottobacini di minore estensione, formando diversi sottobacini a direzione appenninica e antiappeninica, tra cui quello oggetto dello studio: Bacino Canossa-Viano-Castellarano. Durante la storia deformativa  dell’area, le unità geologiche deposte all’interno del bacino, vengono deformate tettonicamente a dare una blanda sinclinale denominata appunto Sinclinale Canossa-Viano-Castellarano, delimitata da faglie di thrust e trascorrenti. Attraverso lo studio geologico strutturale si vuole descrivere la geometria delle strutture tettoniche affioranti nell’area, determinare la cinematica e definire la direzione del paleostress. Viene proposto un modello geologico e tettonico della genesi delle strutture, in relazione al contesto tettonico regionale dell’orogenesi appenninica.


* Geologo del GeoResearch Center Italy – GeoBlog (sito internet: www.georcit.blogspot.com; mail: georcit@gmail.com)
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GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n° 2 (2012), ISSN: 2240-7847. 1 carta geologico-strutturale alla scala 1:50000.

Stile strutturale della deformazione plicativa alla scala mesoscopica e macroscopica all'interno del membro della Val Pessola (Formazione di Ranzano) e suo modello cinematico (Appennino settentrionale)

Paolo Balocchi (*)



Riassunto: La Formazione di Ranzano affiorante nel basso e medio Appennino reggiano è una unità litologica appartenente alla Successione Epiligure. La formazione in base alle caratteristiche sedimentologiche e stratigrafiche viene suddivisa in vari membri, tra cui il Membro della Val Pessola. Questa unità litologica mostra una buona estensione geografica e al suo interno ha registrato la storia deformazione duttile e fragile durante l’accrezione del prisma orogenetico dell’Appennino settentrionale. Questa fase tettonica è denominata Neoalpina precoce, ed è avvenuta in concomitanza alla deposizione della Successione Epiligure all’interno di bacini di piggy-back (Sinclinale di Viano) posti al di sopra dei cunei orogenetici delle Liguridi. Obiettivo dello studio è quello di analizzare la deformazione duttile e fragile registrata all’interno del Membro della Val Pessola e descriverne lo stile strutturale e il modello cinematico del piegamento congiuntamente alla deformazione fragile ad esso associata. Dallo studio, si ricava che il membro può essere descritto come multilayer definito come: alternanza litologica di letti in arenarie ad elevata competenza e letti di peliti con un basso grado di competenza. Il rapporto arenaria/pelite nei diversi affioramenti studiati è molto minore di 1 (A/P<<1). Le strutture minori associate al multilayer sono rappresentate da sistemi di joints sistematici che si ritrovano quasi esclusivamente nel letto arenaceo più compatto e raramente in quello pelitico. La loro giacitura è quasi sempre ortogonale alla stratificazione. Le superfici striate sono rappresentate da piani paralleli alla stratificazione e intensamente striati causa la frizione di origine tettonica avvenuta tra i due blocchi. Tali strutture si ritrovano sia all’interno del layer pelitico sia sulla superficie di separazione tra A/P. Il carattere pervasivo di tali strutture di taglio, rende i letti argillosi simile ad una cataclasite a struttura lenticolare. Attraverso l’analisi di questi dati si è quindi giunti alla definizione dello stile strutturale del Membro della Val Pessola e a descrivere il modello cinematica del piegamento.


* Geologo del GeoResearch Center Italy – GeoBlog (sito internet: www.georcit.blogspot.com; mail: georcit@gmail.com)
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GeoResearch Center Italy - GeoBlog, pub. n° 1 (2012), ISSN: 2240-7847.